ENG  ITA
indietro

Ricreato il profumo dei faraoni

Mi ha sempre affascinato la storia dell’antico Egitto e lo studio di una civiltà che sotto alcuni aspetti ha anticipato molte delle nostre abitudini. In particolare, mi colpisce l’importanza che conferivano al profumo, elemento presente in tutti i rituali, soprattutto in quelli di contatto con le divinità e nel processo di imbalsamazione dei morti. Era opinione diffusa quella secondo cui le fragranze consentissero l’elevazione dell’anima; in particolare il laudano, la mirra ed alcuni tipi di resina.

Pensate che i sacerdoti erano soliti cospargere persino le statue delle divinità con unguenti profumati: un modo per chiedere la protezione divina. Esistevano appositi locali nei templi dove i sacerdoti, spesso impiegando diversi mesi di tempo, lavoravano alle essenze profumate, pestando fiori ed erbe aromatiche, tritando resine e mescolando finanche vino e miele.

Come facevano a conoscere il giusto dosaggio?

Prima di loro, i sacerdoti che li avevano preceduti avevano inciso la formula sui muri!

Da strumento per assicurarsi la protezione divina, con il mutare delle abitudini e l’aumentare della ricchezza, il profumo divenne strumento di seduzione. In particolare, l’incenso e la mirra riscossero subito un incredibile successo, dando vita ad una vera e propria industria dei profumi, per cui ben presto si affermò l’importazione di materie prime dal Medio Oriente, dalla Libia e dall’Etiopia. Opoponax, legni pregiati, olio di pino e cannella le materie più richieste.

Pensate che il profumo usato dai faraoni, il cosiddetto Kyphi, era composto da più di 60 essenze! Una ricercatrice francese, Sandrine Videault, dopo anni di studio è riuscita a ricreare la mitica formula, usando, tra gli altri, pistacchio, menta, cannella, incenso, ginepro e mirra. Il risultato è stato un profumo insolito e intenso, ma in realtà è improbabile che si tratti proprio dell’antica fragranza. Nel tempo, infatti, la flora dell’Egitto si è modificata, per cui non è possibile utilizzare i medesimi ingredienti; inoltre, l’interpretazione dei geroglifici, con i quali la formula è stata incisa sulle mura dei templi di Edfu e Philae, non è univoca.

Più certo sembra essere il fatto che il profumo dei faraoni dovesse svolgere molteplici funzioni: doveva, infatti, conciliare il sonno, favorire i bei sogni, rilassare ed infondere un profondo senso di pace.

E, come se non bastasse, i faraoni lo applicavano sui capelli e persino sulle parti intime, per migliorare le proprie prestazioni sessuali…

Che dire, è proprio il caso di affermare che il binomio tra profumo e sensualità affonda le radici nella storia!