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Come nasce l’ispirazione che porta ai profumi

Il mondo dei niche perfumes non è solo immagini patinate e glamour. Dietro questo stereotipo, infatti, ci sono l’impegno, la fatica, il duro lavoro di sperimentare, conoscere, approfondire, mettersi in contatto con la parte più autentica di se stessi per tirarne fuori l’ispirazione dalla quale nascerà la prossima fragranza. Ed è proprio l’ispirazione il concetto che suscita maggiore attenzione e curiosità.

Viaggio molto per lavoro: press day, fiere, eventi, incontri e la domanda che mi viene posta con maggiore frequenza ovunque vada è questa: dove nasce l’ispirazione che dà vita alle sue fragranze?

In realtà una risposta univoca non esiste. Il momento creativo non segue regole prefissate, non esiste uno schema preciso da seguire che mi garantisce la “scintilla”. Penso che le dinamiche del processo creativo siano sconosciute ai più, ritengo che ognuno sia creativo a modo suo e probabilmente esistono persone in grado di sfruttare meglio questa propensione, forse dotate di una particolare sensibilità che consente loro di trasformare il proprio vissuto, le proprie esperienze, compresi i dolori e le delusioni, in materia creativa.

La mia principale fonte di ispirazione resta la vita: i miei ricordi, le persone che hanno avuto un ruolo importante nella mia formazione, i miei affetti più cari, ma anche i momenti più difficili, che mi hanno aiutato a crescere e a definire un’ulteriore parte di me stessa.

Mi piace dire che le mie fragranze sono delle moderne Madeleines, perché ognuna di loro ha il potere di evocare un capitolo fondamentale della mia vita, cosicché tutte insieme costituiscono il romanzo della mia esistenza, un po’ come la Recherche di proustiana memoria. Ognuna di loro è in grado di scatenare un’epifania che mette in moto la macchina del tempo ed ecco, quindi, che prendono vita il viso gentile di mia nonna, i profumi della sua cucina, la prima volta che ho visto i miei figli in volto, i miei anni universitari,

i momenti che mi hanno portato a riflettere su me stessa e quelli in cui mi sono sentita grande abbastanza da fare mio il patrimonio di conoscenze e valori che mi è stato trasmesso, personalizzandolo.

Dunque i miei profumi rappresentano dei tasselli olfattivi del mio passato ma, nel momento in cui hanno preso forma, hanno assunto vita autonoma, prestandosi a diventare tasselli olfattivi di chiunque li indossi. Anche perché, com’è noto, le fragranze assumono una connotazione diversa a seconda di chi le usa, per cui davvero il profumo è una delle cose più personali che esistono.

A quante altre cose, infatti, capita di prestare la propria pelle e quindi la propria identità?